📝BREVE RIASSUNTO
- I batteri intestinali hanno un ruolo nella regolazione degli ormoni dello stress e dei ritmi circadiani, con elementi specifici come il Lactobacillus reuteri che raggiungono il picco in determinati momenti per aiutare a mantenere adeguate risposte allo stress.
- L'esaurimento o lo sbilanciamento dei batteri intestinali porta a una interruzione del funzionamento delle regioni del cervello coinvolte nel controllo emotivo e nella gestione dello stress, causando un aumento dell'ansia e scarso adattamento allo stress.
- Gli individui altamente resilienti mostrano modelli distinti di batteri intestinali che supportano risposte antinfiammatorie e una migliore regolazione emotiva. Questo suggerisce che la resilienza è sia psicologica che biologica.
- Lo stress cronico crea un circolo vizioso che indebolisce la barriera intestinale, riduce i batteri benefici, portando a un'infiammazione che si propaga al cervello e peggiora l'ansia.
- Ripristinare la salute intestinale significa non semplicemente assumere probiotici che potrebbero non arrivare neanche al colon, ma occuparsi della produzione di energia cellulare e ridurre il consumo di alimenti trasformati.
🩺Del Dott. Mercola
L'interazione tra la risposta allo stress e i ritmi circadiani (i cicli naturali di 24 ore che governano il corpo) dipende in larga misura dal microbiota intestinale. I ricercatori hanno scoperto che i batteri che risiedono nell'intestino svolgono un ruolo fondamentale nella regolazione del ritmo diurno del corticosterone, un ormone coinvolto nella risposta allo stress e nella segnalazione circadiana.
Quando il microbiota intestinale risulta essere impoverito, questo ritmo si interrompe, causando un'alterazione della risposta allo stress e squilibri nell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA),fondamentale per la gestione dello stress. In particolare, le oscillazioni della flora batterica intestinale corrispondono a momenti specifici della giornata.
All'interno di un ambiente intestinale sano, alcuni batteri come il Lactobacillus reuteri raggiungono il picco in fasi specifiche della giornata, in concomitanza con il ritmo naturale del corticosterone. Senza questi segnali microbici, l'orologio circadiano centrale del cervello, situato nel nucleo soprachiasmatico (SCN), perde la sua precisione. Una interruzione che si traduce in risposte allo stress alterate, soprattutto durante momenti cruciali come il risveglio o l'addormentamento.
Il microbiota intestinale e il cervello sono strettamente connessi
L'intestino e il cervello mantengono una comunicazione costante, in particolare in regioni come l'ippocampo e l'amigdala, coinvolte nella regolazione emotiva e nelle risposte allo stress. Esaurire il microbiota intestinale altera l'espressione genetica in queste regioni, interrompendo i percorsi collegati allo stress e ai sistemi circadiani. Questo compromette la abilità del cervello di rispondere efficacemente allo stress nei diversi momenti della giornata.
Per esempio, nei topi privi di germi o trattati con antibiotici per ridurre la flora batterica intestinale, i ricercatori hanno riscontrato significative alterazioni dei geni correlati allo stress e dei percorsi metabolici nell'ippocampo e nell'amigdala. Questi cambiamenti hanno compromesso l'abilità del cervello di regolare i comportamenti sensibili allo stress, tra cui le interazioni sociali o l'adattamento a nuovi ambienti.
Anche neurotrasmettitori chiave come il glutammato, importanti per il mantenimento dell'equilibrio emotivo e per le risposte allo stress, hanno mostrato modelli alterati in questi animali. Inoltre, lo studio ha portato alla luce come la deplezione della flora batterica intestinale porta a livelli esagerati di corticosterone durante periodi specifici, come il passaggio dal sonno alla veglia.
La sovra attivazione interrompe il ritmo degli ormoni legati allo stress e crea vulnerabilità allo stesso durante questi periodi. Per esempio, negli animali con un microbiota impoverito sottoposti a stress nel momento di massimo del loro ritmo circadiano, l'organismo non è riuscito a produrre un'adeguata risposta al corticosterone.
L'effetto ottundente ha compromesso la loro abilità di adattarsi allo stress causando, in contesti specifici, comportamenti simili all'ansia. Tali interruzioni erano meno evidenti durante altri momenti della giornata, il che sottolinea l'importanza di mantenere un microbioma intestinale sano per supportare i meccanismi naturali di adattamento allo stress dell'organismo.
Nello studio condotto, il Lactobacillus reuteri si è distinto come regolatore del rilascio di corticosterone. Questa specie presenta forti oscillazioni diurne e gioca un ruolo diretto nell'allineamento della risposta allo stress dell'organismo con i ritmi circadiani.
Ripristinando L. reuteri negli animali con microbiota impoverito, i ricercatori hanno osservato un ritorno ai normali modelli di corticosterone e miglioramenti nei comportamenti sensibili allo stress. I risultati suggeriscono che interventi probiotici mirati potrebbero aiutarti a gestire meglio lo stress e a migliorare la tua salute generale.
Il ruolo del microbioma intestinale nella resilienza
Quando le sfide della vita mettono alla prova la tua forza emotiva e mentale, la tua abilità di reagire, la resilienza, si tratta di più di un fenomeno psicologico. Una ricerca pubblicata su Nature Mental Health evidenzia come il microbioma intestinale influenzi profondamente la resilienza, offrendo una visione olistica di come la salute mentale sia plasmata dalle interazioni cervello-intestino.
Negli individui resilienti, i batteri intestinali mostrano comportamenti che contribuiscono a creare effetti antinfiammatori, oltre all'integrità della barriera intestinale e all'assorbimento dei nutrienti, portando a quello che i ricercatori chiamano uno stato di eubiosi, ovvero un ecosistema intestinale sano ed equilibrato. Questa armonia tra intestino e cervello migliora la regolazione emotiva, la funzione cognitiva e il benessere psicologico generale.
Lo studio condotto ha rivelato che i geni batterici negli individui ad alta resilienza sono più attivi nel metabolismo energetico, nella riparazione genetica e nell'adattamento ambientale. Inoltre, negli individui reislienti la produzione di metaboliti come N-acetilglutammato e dimetilglicina, che supportano l'adattamento allo stress e le risposte antinfiammatorie, era risultata significativamente più elevata.
Questi risultati confermano che la resilienza non è solo un processo mentale, ma anche fisico, che coinvolge il microbiota intestinale. Un microbioma ben funzionante rappresenta un'ancora, consente di mantenere l'equilibrio emotivo e la lucidità cognitiva anche in situazioni di stress.
Regolazione emotiva e percorsi di resilienza mentale
L'abilità del cervello di elaborare lo stress dipende da regioni chiave responsabili della regolazione emotiva e delle funzioni cognitive. Gli individui resilienti mostrano una maggiore connettività a riposo tra il sistema di ricompensa e le reti sensomotorie nel cervello. Questa connettività crea un ambiente neurobiologico nel quale le emozioni vengono elaborate in modo più adattivo, rendendo più facile mantenere la calma quando si presentano fattori di stress.
Al contrario, gli individui con bassa resilienza presentano deficit strutturali e funzionali nei percorsi cerebrali, con un aumento della depressione, dell'ansia e a difficoltà nella gestione dello stress. Nello specifico, si è scoperto che gli individui resilienti presentano una riduzione del volume della materia grigia e dei tratti di materia bianca nella rete di regolazione delle emozioni, cambiamenti associati a un'elaborazione più efficiente delle informazioni emotive.
I cervelli resistenti allo stress sono anche meno inclini ad attivare eccessivamente la risposta di attacco o fuga, che compromette la chiarezza mentale e il controllo emotivo. Al contrario, le persone resilienti sfruttano forti reti di regolazione emotiva per affrontare le sfide con consapevolezza e adattabilità, dimostrando la profonda connessione tra struttura cerebrale, funzione e resilienza.
"Se riusciamo a identificare come si presenta un cervello sano e resiliente e un microbioma, allora possiamo sviluppare interventi mirati su quelle aree per ridurre lo stress", ha affermato Arpana Gupta, Ph.D., autore senior e co-direttore dell'UCLA Goodman-Luskin Microbiome Center. "La resilienza è davvero un fenomeno che riguarda tutto il corpo e che non riguarda solo il cervello, ma anche il microbioma e i metaboliti che produce."
Come lo stress altera l'omeostasi intestinale
Sebbene i batteri intestinali siano coinvolti nella modulazione della risposta allo stress, lo stress cronico attiva anche l'asse HPA, attivando il fattore di rilascio della corticotropina (CRF), che distrugge il microbiota intestinale e indebolisce la barriera intestinale. Questo danneggiamento aumenta la permeabilità intestinale, una condizione comunemente chiamata "intestino permeabile", che consente ai batteri nocivi e alle tossine di passare nel flusso sanguigno.
Lo stress altera anche la composizione del microbiota intestinale, riducendo ceppi benefici come Bifidobacterium e Lactobacillus. Questo squilibrio compromette l'abilità dell'organismo di produrre acidi grassi a catena corta (SCFA), metaboliti che mantengono l'integrità della barriera intestinale e regolano l'infiammazione.
Inoltre, lo stress cronico stimola i mastociti nell'intestino a rilasciare mediatori infiammatori, che aumentano la sensibilità intestinale, interrompono la motilità e peggiorano patologie come la sindrome dell'intestino irritabile (IBS).
Se hai notato problemi di digestione durante periodi di stress, è perché il tuo corpo ti sta segnalando la necessità di guarire l'intestino. Tuttavia, come sottolineato in una revisione critica pubblicata su "The Journal of Nutrition", lo stress non si limita a danneggiare l'intestino, ma crea un circolo vizioso per cui l'infiammazione intestinale peggiora la salute mentale.
Quando lo stress innesca un'infiammazione nell'intestino, vengono rilasciate citochine come l'interleuchina-6 (IL-6) e il fattore di necrosi tumorale alfa (TNF-α), che raggiungono il cervello e interrompono i percorsi che regolano l'umore. Questa segnalazione infiammatoria aumenta l'ansia, la depressione e la confusione mentale.
Allo stesso tempo, i danni intestinali causati dallo stress riducono l'abilità di assorbire i nutrienti da cui dipende il cervello, come il magnesio e gli acidi grassi omega-3. Una ridotta disponibilità di nutrienti aggrava ulteriormente la risposta del cervello allo stress, indebolendo la sua abilità di regolare l'umore e le funzioni cognitive.
Rafforzare l'asse intestino-cervello per costruire resilienza
Mantenere un microbioma intestinale diversificato ed equilibrato è fondamentale per ottenere benefici in termini di riduzione dello stress e resilienza, e molto altro ancora. Quando l'equilibrio della flora batterica intestinale si altera, una condizione nota come disbiosi, si diventa più vulnerabili a problemi di salute mentale e disturbi psichiatrici. La disbiosi intestinale, per esempio, è collegata all'ansia, alla depressione e al disturbo bipolare.
Un'analisi pubblicata su Scientific Reports ha addirittura messo in luce che specifici batteri intestinali sono collegati al morbo di Alzheimer, innescando processi neuroinfiammatori attraverso l'asse microbiota-intestino-cervello. Sfortunatamente, molte persone soffrono di problemi di salute intestinale a causa di mitocondri disfunzionali che portano a una bassa energia cellulare.
I mitocondri sono le centrali energetiche delle cellule e producono adenosina trifosfato (ATP), la fonte di energia di cui le cellule hanno bisogno per funzionare e ripararsi. Senza energia sufficiente, le cellule perdono la abilità di rigenerarsi e ripararsi e questo è alla base di molte malattie croniche.
Fattori come l'eccesso di acido linoleico (LA), sostanze chimiche sintetiche che interferiscono con il sistema endrocrino (EDCs), estrogeni e l'esposizione costante ai campi elettromagnetici (CEM) ostacolano ulteriormente la capacità delle cellule di produrre energia in modo efficiente.
Questa carenza energetica rende difficile mantenere l'ambiente intestinale privo di ossigeno, necessario alla proliferazione di batteri benefici come l'Akkermansia, aggravando ulteriormente il problema. Invece di supportare i microbi benefici, la mancanza di energia cellulare crea condizioni intestinali che favoriscono la proliferazione di batteri produttori di endotossine, le quali alla fine distruggeranno la salute.
Comprendere la relazione interconnessa tra la produzione di energia cellulare, la distribuzione dell'ossigeno nell'intestino e la diversità microbica è essenziale per raggiungere il massimo benessere, sia fisico che mentale. Migliorare la funzionalità mitocondriale fornisce al corpo l'energia cellulare di cui ha bisogno per sostenere un ambiente intestinale sano, con conseguente salute fisica e mentale ottimale.
Strategie dietetiche per ripristinare la salute intestinale
Per affrontare le complesse dinamiche della salute intestinale non basta semplicemente aggiungere probiotici alla propria routine. Spesso anche i probiotici di alta qualità non riescono a raggiungere intatti il colon. Se la capsula probiotica si rompe nell'intestino tenue, l'ossigeno presente in quell'ambiente distruggerà i probiotici prima che raggiungano la loro destinazione: il colon.
Per ripristinare efficacemente la salute dell'intestino, l'attenzione deve spostarsi sul supportare i colonociti, le cellule che rivestono il colon, rimuovendo le tossine mitocondriali che compromettono la produzione di energia. Ripristinando l'energia cellulare e creando un ambiente sano nel quale i batteri benefici e intolleranti all'ossigeno possono prosperare, permetti a questi microbi di ristabilire un equilibrio naturale nell'intestino.
Affrontare la disbiosi alla radice aiuta a spezzare il ciclo di squilibrio, creando le basi per una salute intestinale a lungo termine. La dieta gioca un ruolo centrale in questo processo. Fondamentale ridurre significativamente il consumo di alimenti trasformati. In questo modo, si aiuta a ridurre il consumo di LA presente negli oli di semi, infiammatori e dannosi per il microbioma.
Anche i carboidrati svolgono un ruolo nel supportare la funzione mitocondriale, visto che il glucosio è il combustibile preferito per la produzione di energia a livello cellulare. A chi ha una salute intestinale gravemente compromessa, consiglio come soluzione transitoria di bere acqua con destrosio durante il giorno.
A differenza dei carboidrati complessi, il destrosio viene assorbito nell'intestino tenue e non nutre i batteri del colon, riducendo al minimo la produzione di endotossine dannose. Questa strategia consente una guarigione intestinale graduale senza peggiorare la disbiosi.
Per la maggior parte delle persone un approccio così intensivo non è necessario. A chi soffre di problemi intestinali moderati sono consigliate soluzioni quali riso bianco e frutta intera. Man mano che l'intestino inizia a guarire, è possibile reintrodurre gradualmente verdure ricche di fibre e amidi senza scatenare reazioni avverse. Questi cambiamenti nella dieta favoriscono un processo di recupero sostenibile, aiutando l'intestino a ritrovare l'equilibrio nel tempo.