📝 BREVE RIASSUNTO
- La sepsi colpisce ogni anno oltre 1,7 milioni di adulti negli Stati Uniti, causando 350.000 decessi. È caratterizzata da una risposta immunitaria intensa che porta a un'infiammazione diffusa e a un'insufficienza d'organo.
- Uno studio iraniano su 66 pazienti in terapia intensiva ha dimostrato che la curcumina (500 mg) più piperina (5 mg) ha ridotto i marcatori dell'infiammazione dal 34,29% al 37,36% in sette giorni.
- Secondo una meta-analisi, la curcumina da sola aumenta drasticamente i tassi di sopravvivenza fino al 90% e protegge molteplici organi tra cui polmoni, fegato e reni.
- Aggiungere del pepe nero al latte d'oro, una bevanda tradizionale a base di curcuma, aumenta la biodisponibilità della curcumina del 2.000% e combatte in modo efficace i sintomi della sindrome metabolica, grazie all'azione antinfiammatoria.
- La combinazione di vitamina C, idrocortisone e protocollo di tiamina del Dr. Paul Marik rappresenta un'altra opzione salvavita per chi soffre di sepsi.
🩺Del Dott. Mercola
La sepsi è caratterizzata da una risposta immunitaria esagerata a un'infezione, che provoca un'infiammazione diffusa, insufficienza d'organo e, spesso, alla morte. Ogni anno, solo negli Stati Uniti, a più di 1,7 milioni di adulti viene diagnosticata la sepsi e circa 350.000 di questi casi risultano fatali, pertanto i trattamenti salvavita sono fondamentali e urgenti.
Una volta confermata la sepsi, al paziente vengono solitamente somministrati antibiotici e antidolorifici. Hanno, però, degli effetti collaterali. Per individuare soluzioni efficaci, i medici stanno analizzando fonti vegetali ricche di composti antinfiammatori, in particolare la curcumina. Ricerche scientifiche dimostrano che questa molecola, presente nella curcuma, può invertire la tendenza di trattamento della sepsi. In più, in combinazione con la piperina, il principio attivo del pepe nero, funziona meglio.
La curcumina e la piperina riducono rapidamente l'infiammazione correlata alla sepsi.
Uno studio pubblicato su Trials da ricercatori iraniani ha analizzato proprio l'efficacia della curcumina, insieme alla piperina, nel ridurre l'infiammazione nei pazienti gravemente malati a cui è stata diagnosticata la sepsi. L'obiettivo del team era capire se l'integrazione giornaliera di questi due composti naturali avrebbe portato a miglioramenti misurabili nei marcatori infiammatori e negli esiti sui pazienti, rispetto a un gruppo placebo.
Sono stati coinvolti 66 pazienti adulti affetti da sepsi ricoverati in terapia intensiva (UTI). I partecipanti sono stati assegnati in modo casuale in due gruppi: la popolazione di controllo ha ricevuto le cure standard oltre a compresse di placebo, mentre il gruppo di prova, oltre ai trattamenti normali, anche 500 milligrammi (mg) di curcumina e 5 mg di piperina.
• In questi ultimi 'infiammazione si è ridotta drásticamente: Dopo soli sette giorni di trattamento, sono emerse differenze significative tra i due protocolli di trattamento. Con curcumina e piperina c'è stata una notevole riduzione del 30,81% della proteina C-reattiva (PCR), un biomarcatore utilizzato in medicina per misurare il livello di l'infiammazione. Al contrario, i livelli di PCR del gruppo placebo sono rimasti quasi uguali, diminuendo solo del 3,15% circa.
• Un altro marcatore critico dell'infiammazione è migliorato sostanzialmente: Il gruppo di prova ha visto i livelli di velocità di eritrosedimentazione (VES) diminuire di circa il 34,29% al 37,36% rispetto a una riduzione insignificante di solo il 2,02% nei soggetti con placebo. Per fornire il quadro generale, la VES riflette in genere un'infiammazione in corso nell'organismo, quindi una riduzione consistente indica che il trattamento ha effettivamente arrestato o invertito i processi infiammatori che alimentano la sepsi.
• Altri biomarcatori cruciali hanno registrato un andamento positivo: Nel gruppo di prova, i livelli di bilirubina (un indicatore della funzionalità epatica), emoglobina (capacità di trasporto dell'ossigeno nel sangue), ematocrito (la percentuale di globuli rossi nel sangue) e la conta piastrinica hanno tutti mostrato un incremento verso intervalli più sani. Ogni miglioramento rappresenta un progresso verso la guarigione, dato che la sepsi spesso danneggia più organi contemporaneamente.
È interessante notare che, nonostante questi notevoli miglioramenti, i punteggi standard di gravità della terapia intensiva, come Acute Physiology and Chronic Health Evaluation (APACHE) II e Sequential Organ Failure Assessment (SOFA), entrambi indicatori della progressione e gravità della sepsi, non sono cambiati molto durante i sette giorni di trattamento.
In altre parole, nonostante una diminuzione drastica dell'infiammazione, il quadro complessivo non è cambiato in modo così radicale, per cui per una completa guarigione, potrebbero essere necessari periodi di trattamento prolungati o combinazioni con altre terapie.
• La combinazione curcumina-piperina è sicura — La sicurezza delle terapie è spesso una preoccupazione primaria per i pazienti in terapia intensiva, i cui corpi sono già sottoposti a un intenso stress. È importante sottolineare come, per l'intera durata dello studio, non sono stati segnalati effetti avversi o reazioni negative, rafforzando il profilo di sicurezza della curcumina e della piperina anche in individui fragili e gravemente malati. Per i pazienti e le loro famiglie, questo rappresenta una preziosa rassicurazione: è improbabile che l'inserimento di questi composti in un regime terapeutico porti a danni ulteriori.
• L'infiammazione viene gestita meglio — La curcumina agisce sopprimendo direttamente i segnali infiammatori, in particolare inibendo i percorsi NF-κB e Janus chinasi/trasduttore del segnale e attivatore della trascrizione (JAK/STAT). Questi sono responsabili dell'innesco di risposte infiammatorie eccessive che causano gravi danni ai tessuti, come quelli osservati nella sepsi. Con l'intervento della curcumina, l'infiammazione si arresta prima che possa provocare danni irreversibili agli organi vitali.
La curcumina protegge dalla sepsi anche da sola.
Nonostante l'associazione con la piperina la renda efficace nella cura della sepsi, secondo una meta-analisi pubblicata su BioMed Research International è efficace anche da sola. I ricercatori hanno esaminato 12 studi basati su modelli animali, per determinare l'efficacia della curcumina nel proteggere gli organi vitali e aumentare i tassi di sopravvivenza dopo episodi settici.
In tutti gli esperimenti, la sepsi è stata provocata ricreando le infezioni pericolose più comuni nei pazienti umani ricoverati in terapia intensiva. I ricercatori si sono concentrati principalmente sulla sepsi indotta dal lipopolisaccaride (LPS), un composto tossico che provoca una potente infiammazione, e sulla legatura e puntura del cieco (CLP), che simula gravi infezioni addominali. Ricreando queste gravi condizioni, i ricercatori sono stati in grado di valutare chiaramente quanto efficacemente la curcumina contribuisca a ridurre gli effetti negativi della sepsi.
• L'impiego della curcumina ha aumentato notevolmente i tassi di sopravvivenza tra gli animali trattati — In alcuni casi, il tasso è aumentato del 90%, rispetto al solo 40% degli animali non trattati con questo composto. Un aumento così netto della sopravvivenza sottolinea la straordinaria abilità di questa sostanza nel ridurre i danni correlati alla sepsi.
• In numerosi studi, sono stati osservati miglioramenti nella funzionalità degli organi: Gli animali trattati con curcumina hanno riportato danni significativamente inferiori a polmoni, reni, cuore e persino al cervello. L'effetto protettivo sui polmoni è stato particolarmente evidente negli animali: ha portato a una notevole riduzione dell'accumulo di liquidi (edema polmonare), una complicazione comune e mortale della sepsi grave. Pertanto, la curcumina potrebbe aiutare nel mantenimento della una respirazione pulita e di uno scambio di ossigeno efficace, con un impatto diretto sulla sopravvivenza.
•C'è stato, inoltre, un notevole miglioramento nella funzionalità epatica — Negli animali settici non trattati è stato riscontrato un aumento vertiginoso di enzimi come l'aspartato transaminasi (AST) e l'alanina transaminasi (ALT), che in medicina servono per valutare la salute del fegato. Negli animali trattati con curcumina, invece, i livelli di questi enzimi sono rimasti molto più vicini alla normalità, per cui il danno epatico era significativamente inferiore.
• La somministrazione di curcumina è stata decisiva — Gli animali che hanno ricevuto curcumina subito dopo l'insorgenza della sepsi hanno registrato i miglioramenti più significativi e i tassi di sopravvivenza più elevati. Uno degli studi inclusi nell'analisi ha rilevato, per esempio, che il danno polmonare indotto dalla sepsi si è ridotto entro 24 ore.
• La curcumina ha soppresso le citochine infiammatorie — I ricercatori spiegano come la curcumina agisce per impedire il processo infiammatorio:
"La curcumina agisce come antinfiammatorio fermando la generazione di specie reattive dell'ossigeno attraverso l'inibizione dello stress ossidativo, regolando la produzione di citochine e bloccando il processo di ossidazione, riducendo l'infiammazione e l'infiltrazione di cellule infiammatorie in diversi organi e tessuti."
• La barriera emato-encefalica viene riparata — I ricercatori hanno notato che la curcumina ha migliorato l'integrità della barriera emato-encefalica "attenuando l'edema cerebrale, diminuendo l'apoptosi e riducendo la disfunzione mitocondriale nei topi settici".
• Il dosaggio influenza i risultati — Secondo i ricercatori, la somministrazione di dosi più elevate ha portato a migliori tassi di sopravvivenza:
"Nei ratti settici trattati con curcumina sono aumentati i tassi di sopravvivenza di circa l'80% quando trattati con 50 mg/kg di curcumina e il 90% quando trattati con 200 mg/kg di curcumina rispetto agli animali settici non trattati, che hanno mostrato il 40% di sopravvivenza, per cui il tasso di sopravvivenza potrebbe essere correlato alla dose somministrata.
Negli animali trattati con curcumina prima dell'iniezione di LPS, inoltre, veniva riscontrato un tasso di mortalità ridotto, miglioramento direttamente correlato al dosaggio di curcumina."
Latte d'oro: una ricetta gustosa per assumere sia curcumina che piperina
La piperina è il principale componente attivo del pepe nero. Ora, probabilmente sarai curioso di sapere perché viene usato in combinazione con la curcumina: la ricerca ha dimostrato che aiuta ad aumentare la biodisponibilità della curcumina di ben il 2.000%. Detto questo, ti consiglio di bere il latte d'oro, perché contiene più nutrienti importanti per la salute rispetto al semplice integratore di curcumina/piperina.
• La ricerca conferma i benefici del latte d'oro — Secondo uno studio, l'aggiunta di pepe nero al latte d'oro, combinando la curcumina, insieme alla piperina, riduce i sintomi della sindrome metabolica in 117 soggetti dello studio con stress ossidativo e infiammazione. I risultati hanno mostrato un miglioramento significativo nei marcatori ossidativi e infiammatori.
• La curcumina e la piperina rappresentano una combinazione potente — Studi scientifici dimostrano che la piperina potenzia i benefici della curcumina e agisce persino in sinergia con essa per gestire lo stress ossidativo e l'infiammazione.
• Il pepe nero ha i suoi limiti — Tuttavia, il pepe nero non deve essere l'unica opzione in quanto, secondo un altro studio, la piperina interagisce con alcuni enzimi che metabolizzano i farmaci, portando a un aumento del rischio di effetti negativi sulla salute.
Un altro protocollo salvavita contro la sepsi
La sepsi è una patologia potenzialmente letale che può colpire chiunque, quindi è importante acquisire le conoscenze necessarie per combatterla. Detto ciò, oltre alla combinazione curcumina/piperina, un'altra strategia salvavita è la somministrazione endovenosa (EV) di vitamina C con idrocortisone e tiamina (vitamina B1).
• Il protocollo efficace per il trattamento della sepsi — È stato sviluppato dal Dott. Paul Marik mentre lavorava come medico di terapia intensiva presso il Sentara Norfolk General Hospital di Norfolk, in Virginia. Sulla base dell'esperienza acquisita Marik ha messo a punto un protocollo che porta a una riduzione di quasi cinque volte della mortalità.
• I detrattori non sono riusciti a screditarlo — Come prevedibile, alcune persone hanno cercato di demolire il protocollo di Marik, anche se aveva già salvato delle vite. Nel marzo 2022, ad esempio, un dottorando australiano di nome Kyle Sheldrick ha sostenuto che il successo dell'intervento di Marik si basava su dati fraudolenti, pubblicati sul CHEST Journal. Fu avviata un'indagine e i redattori della pubblicazione ritennero che non vi fossero stati errori metodologici.
• Il protocollo di Marik ha contribuito a salvare vite umane — Nello studio clinico retrospettivo prima-dopo di Marik, i risultati hanno mostrato che i pazienti a cui erano stati somministrati vitamina C, idrocortisone e tiamina per due giorni avevano ridotto la mortalità dal 40% a solo l'8,5%. Dei 50 pazienti presi in esame, solo quattro sono deceduti e non per la sepsi ma per patologie preesistenti.
Nel dettaglio il protocollo di Marik prevede l'assunzione di 200 mg di tiamina ogni 12 ore, 1.500 mg di acido ascorbico ogni sei ore e 50 mg di idrocortisone ogni sei ore. Il protocollo si è rivelato così efficace che il Sentara Norfolk General Hospital lo adottò successivamente come standard di cura per la sepsi.
• La vitamina C e i corticosteroidi hanno un effetto sinergico — È questa la combinazione rende il protocollo efficace contro la sepsi. Anche in questo caso, una dose elevata di vitamina C per via endovenosa è già utile ad aumentare la sopravvivenza dei pazienti affetti da sepsi e insufficienza respiratoria acuta.
Domande frequenti (FAQ) su curcumina, piperina e sepsi
D: Che cos'è la sepsi e perché è così pericolosa?
R: La sepsi si verifica quando il nostro sistema immunitario risponde in modo troppo aggressivo a un'infezione, portando a diffonderla e a una potenziale insufficienza d'organo. Ogni anno oltre 1,7 milioni di americani contraggono la sepsi , che è fatale in circa 350.000 dei casi, pertanto è fondamentale intervenire in modo rapido.
D: In che modo la curcumina e la piperina mi possono aiutare se soffro di sepsi?
R: Secondo gli studi scientifici la curcumina, il principio attivo della curcuma, riduce significativamente i marcatori dell'infiammazione associati alla sepsi. In combinazione con la piperina (estratta dal pepe nero), diventa molto più efficace perché la capacità di assorbimento aumenta, rendendola estremamente utile per ridurre rapidamente le infiammazioni gravi.
D: La curcumina e la piperina sono sicure per i pazienti gravemente malati?
R: Sì. Studi clinici confermano che l'assunzione di curcumina e piperina è sicura, anche per i pazienti gravemente malati in terapia intensiva. Durante il trattamento, infatti, non si sono verificati effetti collaterali avversi.
D: La curcumina è efficace anche senza piperina?
R: Sì, anche da sola protegge efficacemente dai danni correlati alla sepsi. Studi sugli animali hanno dimostrato che i tassi di sopravvivenza sono aumentati dal 40% al 90% con il solo trattamento con curcumina. La curcumina protegge in modo significativo gli organi vitali come polmoni, fegato, reni, cuore e cervello da gravi danni infiammatori.
D: In quale altro modo posso combattere naturalmente la sepsi e ridurre l'infiammazione?
R: Oltre alla curcumina e alla piperina, un intervento comprovato in grado di salvare vite umane in caso di sepsi è la somministrazione endovenosa (EV) di vitamina C combinata con idrocortisone e tiamina (vitamina B1). Questo protocollo vitaminico, sviluppato dal Dott. Paul Marik, riduce drasticamente il tasso di mortalità per sepsi ed è ora ampiamente utilizzato per la sua efficacia e sicurezza.
🔍Fonte e riferimenti
- CDC, About Sepsis
- Trials. 2025 Jun 14;26:205
- Oxid Med Cell Longev. 2023 Jan 30;2023:2252213
- Cancer Research and Treatment, 2014;46(1), Bioavailability of Curcumin, Piperine
- Clinical Nutrition December 2015; Volume 34, Issue 6, Pages 1101-1108
- Clinical Nutrition, 2015 Dec;34(6):1101-8, Conclusions
- Expert Opinion on Drug Metabolism and Toxicology, 2011 June;7(6):721-9
- NPR March 23, 2017
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- IMA, May 29, 2023
- Dr. Malcolm Kendrick, January 28, 2017
- Chest June 2017; 151(6): 1229-1238
- JAMA 2019;322(13):1261-1270