📝 BREVE RIASSUNTO
- La dottoressa Suzanne Humphries contesta la narrazione convenzionale sui vaccini. Secondo lei, il calo del tasso di malattia è dovuto principalmente a miglioramenti nelle condizioni igienico-sanitarie e nell'alimentazione, e non ai vaccini.
- Il percorso di Humphries, da nefrologa a ricercatrice nel campo dei vaccini, è iniziato dopo aver notato schemi ricorrenti di insufficienza renale nei pazienti dopo la vaccinazione antinfluenzale.
- Negli USA i produtturi di vaccini sono protetti dalle cause legali dal National Childhood Vaccine Injury Act del 1986: vengono privilegiati i profitti e non i test di sicurezza rigorosi
- I primi vaccini contenevano contaminanti come l'SV40, un virus cancerogeno derivato dalle scimmie, penetrato nell'antipolio a causa di una produzione che impiegava reni di scimmia.
- Humphries sottolinea l'importanza di evitare un pensiero dogmatico sui vaccini, e incoraggia un approccio di larghe vedute sulla pratica medica.
🩺Del Dott. Mercola
Joe Rogan ha intervistato di recente la dottoressa Suzanne Humphries, coautrice di "Dissolving Illusions: Disease, Vaccines, and the Forgotten History", uno dei miei testi preferiti sui vaccini. 1 Anche io in precedenza ho intervistato Humphries per capire come la scienza dei vaccini sia stata travisata in modo da presentarli come sicuri ed efficaci, quando in realtà non lo sono.
Nell'intervista con Rogan, la dottoressa ha dato il meglio di sé! Sinceramente, non credo che nessuno prima di lei abbia mai spiegato in modo così chiaro, convincente e del tutto inconfutabile gli svantaggi dei vaccini. Dopo decenni di duro lavoro, sta finalmente ottenendo il riconoscimento che merita, e sono felicissimo di aver scritto la prefazione del suo fantastico libro.
Rogan ha chiesto alla dott.ssa Humphries anche di approfondire la storia, la scienza e il reale impatto dei vaccini, e lei non si è risparmiata nelle risposte. Durante l'intervista, viene messa in discussione la narrazione sui vaccini, l'efficacia dei rimedi naturali e portata alla luce un importante aspetto della storia della medicina spesso trascurato.
L'importanza di mantenere una visione di larghe vedute
Rogan apre l'intervista sottolineando un principio fondamentale: bisogna evitare i dogmi. "Quando si parla di vaccini, ma anche di qualsiasi altro argomento, non si può essere dogmatici" ricorda, sostenendo che sia meglio mantenere una prospettiva flessibile a 360 gradi piuttosto di un approccio chiuso, spesso condizionato dall'indottrinamento. Anche Humphries ha sostenuto questa tesi: un indottrinamento intenzionale e fatto a scopo di lucro ha plasmato la percezione pubblica delle pratiche mediche.
• Spesso alcune pratiche benefiche vengono ingiustamente ignorate —Rogan ha elogiato "Dissolving Illusions" per aver messo in luce l'uso di rimedi naturali come la cannella, spesso screditati come "sciocchezze da hippie". Anche Humphries ha ricordato che la cannella, un'erba potente, contiene una quantità significativa di vitamina C, nutriente secondo lei alla base dell'efficacia di molti rimedi tradizionali.
Lei stessa ha ammesso che, all'inizio della sua carriera aveva scartato questa idea, per poi in seguito riconoscerne la validità. Anche l'aglio si distingue, risultando efficace contro le infezioni da stafilococco senza favorire la farmacoresistenza, in netto contrasto con i farmaci di sintesi.
• Il suo passaggio di prospettiva — dallo scetticismo alla convinzione — rispecchia una situazione più ampia — Il sistema medico convenzionale tende a negare la validità delle soluzioni naturali, preferendo interventi standardizzati e redditizi. Humphries contrasta queste posizioni sottolineando come i medici dovrebbero affiancare queste alternative ai trattamenti convenzionali, citando, per esempio la vitamina D e la vitamina A come strumenti importanti ma ancora poco considerati.
Il collegamento nascosto tra i vaccini e la vitamina A
Durante l'intervista hanno anche presentato la sorprendente teoria sul vaccino contro il morbillo. Humphries ha spiegato come sia l'infezione naturale dovuta al morbillo sia il vaccino, riducono i livelli di vitamina A nell'organismo. "Non lo dicono" - ha affermato - facendo notare che nelle raccomandazioni post-vaccinazione spesso è consigliato solo il paracetamolo, che, come sottolinea, compromette la risposta immunitaria e causa "disturbi immunologici".
• Il sistema medico precostituito privilegia le procedure standardizzate rispetto alla cura olistica — La carenza di vitamina A, sostiene Humphries, dovrebbe portare a consigliare, insieme al vaccino contro il morbillo, una integrazione ma questo non accade nei protocolli standard. Emerge, pertanto, una critica ricorrente al sistema medico accusato di concentrarsi sulla cura della malattia e non sulla tutela della salute.
• La variabilità nella produzione di vaccini contribuisce all'ottenimento di risultati incoerenti — Un problema che diventa ancora più grave vista l'immunità legale concessa alle aziende che li creano. Rogan ha approfondito ancora di più la questione, chiedendosi se il National Childhood Vaccine Injury Act del 1986, che protegge le aziende produttrici di vaccini dalle cause legali, non abbia alimentato questa variabilità.
Secondo Humphries il precedente è l'insuccesso del vaccino contro l'influenza suina del 1976, i cui danni costrinsero il governo ad assumersi la responsabilità, ponendo le basi per la misura più ampia del 1986.
• Dopo il 1986, i produttori di vaccini hanno dato priorità al profitto rispetto alla sicurezza — Hanno inserito potenziatori o adiuvanti, come l'alluminio e, infine, la tecnologia mRNA. Secondo la dottoressa, la tutela legale offerta dalla legge del 1986 ha permesso alle aziende di dare priorità al profitto rispetto ai rigorosi test di sicurezza, tema ricorrente durante tutta l'intervista.
Il paradosso della poliomielite: vaccini o sicurezza igienica?
Il vaccino contro la poliomielite rimane l'esempio emblematico del successo dei vaccini, ma Humphries mette in discussione questa strategia attraverso un'analisi storica dettagliata. Rogan le ha chiesto quali siano i fattori responsabili del declino della poliomielite, mettendo in discussione il ruolo del vaccino. Humphries ha risposto che quanto accaduto non coincide con quello che si pensa. "La poliomielite circola ancora", sottolinea, ma viene chiamata con altri nomi quali sindrome di Guillain-Barré: dopo il vaccino i criteri diagnostici sono stati modificati per mascherarne la presenza.
• Fattori ambientali — pesticidi come il DDT, l'arsenico e il piombo — sono i principali responsabili — L'utilizzo del DDT, osserva la dottoressa, rispecchia le epidemie di poliomielite, con una esposizione maggiore per le comunità rurali attraverso l'irrorazione sul bestiame e nelle colture. "L'arsenico causa esattamente la stessa patologia spinale", afferma, citando riferimenti medici che collegano queste tossine a sintomi attribuiti alla poliomielite.
• Dal 95% al 99% dei casi di poliomielite sono asintomatici — Questo dato suggerisce che si tratti di un virus naturalmente presente e benigno negli individui sani. Humphries cita uno studio sugli indiani Xavante del Sud America, nel quale quasi tutti i soggetti testati mostravano immunità ai ceppi della poliomielite senza manifestare paralisi, per cui una immunità naturale solida neutralizza la minaccia.
Rogan si è meravigliato di questo dato, sottolineando come i virus spesso si indeboliscano da soli e con il tempo diventino meno letali, ma gli interventi umani, come la creazione nel laboratorio Rockefeller di un ceppo di poliomielite nel 1916, lo hanno reso più letale.
• La minaccia della poliomerite causata dal vaccino — Si tratta di un pericolo particolarmente legato ai vaccini orali ancora somministrati in India e Israele. Secondo la dottoressa, questi ceppi vivi hanno portato a più casi di paralisi di quanti ne abbiano prevenuti nelle prime sperimentazioni, un fenomeno oscurato dalla propaganda e da diagnosi riscritte. Una vicenda complessa che mette in crisi la visione semplicistica per cui "il vaccino ha eradicato la poliomielite", identificando, invece, come fattori chiave di questo declino, misure igienico-sanitarie, sana alimentazione e la riduzione dell'esposizione alle tossine.
Vaiolo: una storia fatta di sofferenza e di misure igienico - sanitarie
Durante l'intervista, è stato analizzato anche il caso del vaiolo, un altro presunto trionfo dei vaccini. Humphries ha descritto il relativo vaccino come un rozzo intruglio composto da pus animale, spesso proveniente da mucche, cavalli o cadaveri, mescolato con glicerina e chiamato "linfa vaccinica".
• Molto lontani dall'essere puri, questi vaccini contenevano batteri e funghi — La contaminazione continuò fino al XX secolo. Davanti a questa affermazione Rogan è rimasto incredulo: "Tu credi a questa favola?", ha chiesto a Humphries che ha spiegato nel dettaglio come questi vaccini diffondano malattie, come la tubercolosi, un effetto collaterale da lei definito "la peste bianca".
• Le condizioni igienico sanitarie dell'epoca hanno amplificato il tributo di vite umane causato dal vaiolo — Rogan dipinge un quadro vivido: strade invase da escrementi, mancanza di acqua corrente e malnutrizione dilagante. Anche Humphries concorda facendo notare che nel 1600s, il vaiolo era "una delle malattie più facili da trattare" con terapie di supporto. La Rivoluzione Industriale, con persone ammassate in squallidi quartieri degradati con una proliferazione delle malattie, ha peggiorato notevolmente la situazione.
Secondo la dottoressa, la diminuzione del tasso di mortalità non è da imputare ai vaccini ma a miglioramenti nell'utilizzo dell'acqua potabile, negli alloggi e nelle leggi sul lavoro. In quel periodo storico sono diminuiti anche i tassi di mortalità dovuti a patologie come la diarrea, per le quali non esisteva un vaccino.
• All'epoca spesso i medici peggioravano la situazione con trattamenti tossici: Prescrivevano mercurio, arsenico e salassi fino a provocare diarrea e vomito. "Purghe", pensate per eliminare la malattia, che finivano, invece per debilitare i pazienti. Rimedi naturali come l'aceto di mele, però, già a quell'epoca si sono dimostrati promettenti, con testimonianze storiche di uso medico per la prevenzione del vaiolo - una pratica ripresa nei moderni rimedi per la salute dell'intestino.
Rimedi naturali riscoperti
Il rifiuto dei rimedi naturali è frustrante sia per Rogan che per Humphries. "Sembra che gli hippy avessero ragione", scherza Rogan. Durante l'intervista, Humphries ha raccontato di aver curato il tetano, una malattia per la quale esiste un vaccino, con vitamina C e cure praticate per le ferite, ottenendo risultati migliori rispetto all'utilizzo dei vaccini. Secondo lei, alcuni studi hanno dimostrato che la vitamina C, se somministrata precocemente, ha prevenuto il tetano nei conigli: una scoperta che mette in discussione la necessità del vaccino.
• Anche il latte materno si è rivelato una fonte inesauribile di nutrienti — È ricco di cellule staminali, fattori immunitari e cellule T della memoria che conferiscono immunità cellulare. Humphries ha criticato la sua sostituzione con il latte vegetale, perché i vantaggi vengono ignorati a favore del profitto. Anche Rogan concorda, denunciando l'arroganza con la quale si può pensare che i sostituti artificiali possano essere allo stesso livello delle alternative naturali.
• Le vitamine A, D e C si confermano come degli eroi sconosciuti — Humphries ha collegato la carenza di vitamina A agli effetti collaterali dei vaccini, quella di vitamina D alla resilienza immunitaria e della C allo scorbuto contratto in ospedale e molto altro. "La maggior parte delle persone convive con lo scorbuto in forma subclinica", avverte, patologia aggravata da stress, fumo e cattiva alimentazione, tutti fattori che non si possono risolvere con i vaccini.
Il lato oscuro della produzione di vaccini
Come mai contaminanti come l'SV40, un virus delle scimmie che causa il cancro è finito nei vaccini? Humphries ha spiegato il processo di produzione per cui per creare i vaccini è necessario impiegare del tessuto vivente: carne putrefatta per il tetano, reni di scimmia per la poliomielite, E. coli per le iniezioni di mRNA contro il COVID-19.
L'SV40, innocuo per le scimmie, si è infiltrato nei vaccini contro la poliomerite a causa dei reni delle scimmie verdi africane e non è stato individuato fino alla segnalazione del Dr. Bernice Eddy negli anni '50. Gli avvertimenti del Dr. Eddy sono stati ignorati e silenziati, mentre le scorte contaminate hanno continuato a circolare fino agli anni '90.
•L'SV40, ora trasmissibile agli esseri umani, potenzia i geni che promuovono il cancro — Inoltre, inibisce i geni che lo sopprimono, favorendo la formazione di tumori ai reni, al cervello e ai polmoni. Humphries ha collegato la sua introduzione all'aumento dei tassi di sviluppo dei tumori.
Questo ha sbalordito Rogan: "Come hanno potuto continuare a iniettare quella roba alle persone?" Humphries ha parlato dell'omissione - "ogni dubbio deve essere allontanato"— e i motivi legati al profitto, sottolineando che lo studio sugli effetti a lungo termine dell'SV40 è stato cancellato nonostante le evidenti correlazioni.
• I vaccini anti-COVID contengono elementi che amplificano gli effetti collaterali — Si parla di coaguli di sangue e perdita di cellule staminali nella placenta. Tutte problematiche passate inosservate a causa del silenzio dei media. Una omertà che per Humphries è indicativa di un settore che protegge le aziende a scapito dell'approfondimento giornalistico.
La presa di coscienza di un medico
Il percorso di Humphries, da nefrologa ad attivista, è iniziato in relazione al vaccino antinfluenzale del 2008-2009, da lei collegato all'insufficienza renale riscontrata nei suoi pazienti. "Non ci viene chiesto di raccogliere informazioni sulla storia vaccinale", ha sottolineato, anche se sono emersi degli schemi ricorrenti. In molti casi dopo il vaccino è stata riscontrata ipertensione ed è stato necessario ricorrere alla dialisi. Nel momento in cui le sue richieste di posticipare il vaccino per i pazienti sottoposti a chemioterapia furono respinte, iniziò a fare ricerche su poliomielite, vaiolo e altre patologie.
• Humphries ha poi collaborato alla stesura di "Dissolving Illusions" — Dopo numerosi rifiuti, il libro è stato autopubblicato. Nel volume, ora tradotto in otto lingue, viene messa in discussione l'efficacia dei vaccini attraverso statistiche che mostrano come il tasso di mortalità diminuisca prima della vaccinazione di massa, grazie al miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie e dell'alimentazione. Nonostante le minacce ricevute lei non si è fatta scoraggiare, continuando a diffondere con determinazione quanto appurato.
• Anche per Rogan, un tempo sostenitore dei vaccini, il libro di Humphries ha rappresentato una rivelazione — "Un tempo avrei detto che sono stati i vaccini a salvarci dalla poliomielite", ammette, ora consapevole del potere della propaganda. Nel frattempo Humphries si augura un ritorno alle origini della guarigione: nutrizione, rimedi naturali e cure focalizzate sul paziente.
• Non è un discorso antiscientifico, ma un richiamo alla vera scienza — È arrivato il momento per un dibattito aperto e imparziale, libero da profitti e dogmi. Humphries ci invita a interrogarci, approfondire e riappropriarci della salute attraverso la conoscenza, non la cieca fiducia. Per saperne di più, visita il sito dissolvingillusions.com, nel quale il lavoro di Humphries continua a stimolare la riflessione e a fare luce sulla verità.
Domande frequenti sui vaccini
D: Qual è l'argomento principale della narrazione convenzionale sui vaccini?
R: La convinzione, ampiamente accettata, per cui i vaccini sono gli unici responsabili del declino di malattie come la poliomielite e il vaiolo rappresenta una semplificazione eccessiva. Il progresso delle condizioni igienico-sanitarie, una migliore alimentazione e i rimedi naturali hanno avuto un ruolo significativo nella riduzione dei tassi della malattia.
D: Quale collegamento c'è tra la vitamina A e i vaccini, in particolare quello per il morbillo?
R: Sia l'infezione naturale da morbillo che il vaccino contro il morbillo riducono i livelli di vitamina A nell'organismo, causando effetti negativi sulla salute. Secondo Humphries, raramente nelle raccomandazioni mediche standard che seguono il vaccino si parla di questa riduzione, spesso si limitano solo all'utilizzo del paracetamolo. Secondo Humpries, per sostenere la salute del sistema immunitario, insieme al vaccino per il morbillo, si dovrebbero prescrivere integratori di vitamina A, ma al momento questo aspetto viene completamente trascurato.
D: Qual è l'aspetto preoccupante dell'immunità legale nella produzione dei vaccini?
R: La variabilità nella produzione di vaccini comporta risultati incoerenti in termini di sicurezza ed efficacia. Il problema è rappresentato anche dall'immunità legale concessa ai produttori di vaccini attraverso il National Childhood Vaccine Injury Act del 1986, che li protegge dalle cause legali. La protezione legale ha permesso alle aziende di dare priorità all'innovazione e al profitto rispetto a test di sicurezza approfonditi, mettendo a rischio la salute pubblica.
D: Quali sono alcuni dei problemi relativi ai vaccini contro il vaiolo?
R: I primi vaccini contro il vaiolo erano rudimentali, ricavati dal pus animale e spesso contaminati da batteri e funghi, in questo modo hanno portato alla diffusione di malattie come la tubercolosi. La scomparsa del vaiolo è dovuta principalmente al miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie, di vita e dell'alimentazione, non al vaccino.
D: Cos'è l'SV40 e come mai è finito nei vaccini?
R: L'SV40 è un virus delle scimmie che causa il cancro e che ha contaminato i vaccini antipolio negli anni '50 e '60. Il virus è finito nei vaccini perché venivano prodotti con reni di scimmia, e non è stato rilevato fino alla segnalazione della dottoressa Bernice Eddy. Nonostante gli avvertimenti, i vaccini contaminati sono stati utilizzati per anni, contribuendo all'aumento dei tassi di incidenza dei tumori. Si tratta di uno degli esempi delle lacune nella produzione e nella supervisione dei vaccini.